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La salute mentale di Vittorio Sgarbi
La salute mentale è un tema sempre più attuale e, purtroppo, spesso trascurato. Recentemente, la figlia di Vittorio Sgarbi, Evelina, ha condiviso la sua preoccupazione per le condizioni del padre, ricoverato al Gemelli di Roma per una grave forma di depressione. La giovane, visibilmente scossa, ha descritto la situazione come “drammatica”, evidenziando il cambiamento radicale che ha subito il noto critico d’arte. Dimagrito in modo quasi irrecuperabile, Vittorio appare terribilmente invecchiato e muto, una condizione che ha sorpreso e allarmato la figlia.
Un padre isolato e in difficoltà
Evelina ha raccontato di come, dopo mesi di silenzio, sia riuscita a vedere il padre. La prima visita, avvenuta a settembre 2024, l’aveva lasciata con un misto di speranza e preoccupazione. “Parlava e mangiava ancora autonomamente”, ha detto, ma il suo aspetto era già compromesso. La seconda visita, a novembre, ha rivelato un quadro ben più grave: Vittorio era molto stanco e dimagrito tantissimo. La giovane ha espresso il suo disappunto per la mancanza di interventi decisivi per la salute del padre, chiedendosi perché non fosse stato fatto nulla di concreto per aiutarlo.
Il silenzio e la solitudine
La situazione di Vittorio Sgarbi è aggravata dal suo isolamento. Evelina ha tentato di contattarlo più volte, senza successo. Ha cercato di parlare con il suo entourage, ma le risposte sono state evasive. “Solo l’autista ha risposto una volta, dicendo che non sapevano cosa fare per Capodanno”, ha raccontato la figlia. Questo silenzio ha spinto Evelina a recarsi personalmente al Gemelli, dove ha trovato una realtà ben diversa da quella che si aspettava. “Ho trovato una desolazione, una solitudine profonda”, ha dichiarato, descrivendo il padre come se avesse cento anni. La sua immagine di uomo energico e provocatore è stata sostituita da una figura fragile e vulnerabile.
Un appello alla comunità
La testimonianza di Evelina Sgarbi non è solo un racconto personale, ma un appello alla comunità per prestare attenzione alla salute mentale. “Credo che sia necessario farlo seguire in una apposita struttura, specializzata in psichiatria”, ha affermato. La giovane ha sottolineato che senza un intervento decisivo, Vittorio non potrà guarire. La sua esperienza mette in luce l’importanza di un supporto adeguato per chi si trova in situazioni simili, evidenziando come la salute mentale debba essere una priorità per tutti.