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Un’esperienza traumatica
Roby Facchinetti, noto leader dei Pooh, ha recentemente condiviso la sua esperienza traumatica durante un’intervista a Verissimo. Due anni fa, lui e la moglie Giovanna Lorenzi sono stati vittime di una rapina a mano armata nella loro abitazione. Nonostante il tempo trascorso, il ricordo di quella notte è ancora vivido e doloroso. Facchinetti ha descritto quei momenti come i più brutti della sua vita, con la pistola puntata alla gola, un’esperienza che ha segnato profondamente la sua esistenza.
Il terrore che cambia la vita
Durante l’intervista, Facchinetti ha parlato del terrore che ha provato in quel frangente. “Ho conosciuto il terrore che non conoscevo prima”, ha dichiarato, evidenziando come la paura possa trasformarsi in un’esperienza paralizzante. La sua testimonianza mette in luce l’impatto psicologico che eventi del genere possono avere sulle vittime. La coppia ha dovuto affrontare non solo il trauma immediato, ma anche le conseguenze a lungo termine, vivendo con la costante paura di un possibile ritorno dei malviventi.
Un ricordo affettuoso per un amico scomparso
Oltre a parlare della rapina, Facchinetti ha dedicato un momento commovente per ricordare Stefano D’Orazio, storico batterista dei Pooh, scomparso nel 2020. Facchinetti ha condiviso un aneddoto toccante riguardante la canzone Rinascerò rinascerai, scritta da D’Orazio in un momento di grande difficoltà per la città di Bergamo durante la pandemia. Questo ricordo non solo celebra l’amicizia tra i due artisti, ma sottolinea anche l’importanza della musica come mezzo di espressione e conforto nei momenti difficili.